Ve l’avevo anticipato e ve lo presento oggi, ultimo giorno del mese di novembre, quello dedicato all’adozione degli animali anziani. E, anche se per lavoro uso le parole, stavolta fatico a tenerle in ordine, perché l’emozione è tanta, così come l’impazienza di mettere al mondo questo pensiero stupendo.

Dunque. Inizia con delle lacrime, quelle della vicina di mia nonna per la morte del suo cagnolino di 15 anni. L’ascoltavo col magone e pensavo: non è possibile. Tutte le volte che li ho incrociati, tutte le volte che mi sono fermata per una carezza e mai una volta le ho chiesto la cosa più ovvia: posso scattarvi una foto insieme?

Quel pensiero si è accucciato in un angolo della mia testa, ma non se ne stava tranquillo. Mi chiamava, anche se non sapevo cosa rispondergli.

Finché una sera, a migliaia di chilometri da casa, con i postumi di una delle emicranie più forti che mi ricordi e un senso di pesantezza che, ultimamente, è stato troppo presente, ho trovato la pagina di una fotografa americana (a differenza di me, lei lo fa di professione).

Tra i suoi servizi ce n’era uno pro bono, dedicato a chi ha un cane molto vecchio o molto malato: una celebrazione del tempo insieme. E allora il mio pensiero si è messo a ululare di gioia e io ho capito, finalmente, la risposta che cercava.

La mia espressione soddisfatta (interpretata da Gioia) 🙂

Progetto gOldies

Perché l’amore e la memoria sono le armi più potenti che abbiamo contro il tempo

Vi regalerò una microsessione di foto: che racconti, che parli di voi, che vi faccia ricordare quant’era bello essere insieme, anche (soprattutto) quando il peso del ricordo sembrerà insostenibile. Dove si veda che anche gli occhi appannati dall’età possono brillare d’amore e che i peli imbiancati possono irraggiare una luce splendente. E dove ci siano vita e allegria, perché voglio che il nostro incontro sia una festa, una celebrazione e un inno alla gioia di amare e lasciarsi amare.

Per me le fotografie sono una magia, la possibilità di fermare il tempo, un’arma contro il vuoto (e io lo odio, il vuoto, mi spinge a riempirlo, a costruire, a mettere una toppa – anche se, messa così, per la prima volta mi chiedo se non dovrei essergli grata).

Da anni mi aiutano a mettere a fuoco, a ricordare e, tante volte, a respirare (vi ricordate il senso di pesantezza di cui scrivevo all’inizio? Ecco: quando fotografo non c’è mai, proprio mai).

Mi rendono, soprattutto, felice. Vorrei condividere questa felicità con voi. Anche per questo nasce Progetto gOldies.

Il Progetto gOldies è dedicato a chi vive con un animale (di qualunque specie) anziano o malato e si trova tra Biella e Torino – oppure è disposto a viaggiare per raggiungermi.