
Mi chiamo Rachele e amo raccontare storie.
Mi chiamo Rachele Totaro e sono nata il 25 gennaio 1982.
Sono nata e cresciuta a Biella, da qualche anno vivo vicino a Torino e, prima o poi, la mia casa sarà l’Irlanda.
Da sempre mi piacciono le storie. Ho imparato a leggere presto, grazie a mio padre, e non ho mai smesso. E mi piace raccontare, anche, tanto: è quello che so fare meglio.
Per anni l’ho fatto con le parole: credevo fossero quelle le scarpe con cui avrei percorso il mondo. Ho una laurea specialistica in Comunicazione, con una tesi magistrale in Semiotica su come comunica(va)no le associazioni animaliste in Italia e all’estero, e sono stata giornalista pubblicista per un po’.
Da 15 anni sono specializzata nella comunicazione sociale in difesa degli animali non umani e oggi faccio un lavoro bellissimo: racconto storie vere di libertà, speranza e resistenza, quelle rese possibili da Rifugio Miletta. E provo a tradurre nella lingua degli umani quello che comunicano gli animali.
La scoperta della fotografia, grazie a una microcamera da 1,3 Megapixel di risoluzione, è stata la mia rivoluzione. Mi ha insegnato a vedere la luce e i colori, a mettere a fuoco cosa conta, a cercare e a guardare. Non mi posso vedere, mentre fotografo, ma so che sorrido.
Dal 2011 sono fotografa volontaria per canili, gattili e rifugi che si occupano di animali in difficoltà. Non ho tenuto il conto dei modelli di questi anni, ma sono migliaia, sempre di più. Fotografare ciascuno di loro è il mio modo per mostrare la loro esistenza al mondo e per raccontare chi c’è dietro la porta di una gabbia, un numero o un codice.
Sono fiera di fare parte dei collettivi internazionali HeARTs Speak (programma che riunisce artisti da tutto il mondo sotto il motto “SEEN = SAVED”) e The Tilly Project (End-of-life pet photographers and grief resources).
Ci sono infinite storie da raccontare, nessuna insignificante, tutte uniche. Portarle alla luce è un atto di giustizia e di amore.

Dieci cose sparse su di me
Il mio gruppo musicale del cuore sono gli Smashing Pumpkins e, se dovessi ascoltare una sola canzone per il resto della mia vita, sarebbe Tonight, Tonight. Difficilmente riesco a stare ferma se sento un brano dei Cure o degli Editors. Avrei voluto Freddie Mercury come amico (o zio preferito).
Il libro che mi ha cambiato la vita è stato La collina dei conigli di Richard Adams. Un critico aveva scritto “Ora anche i conigli hanno la loro Odissea”. A distanza di 30 anni dalla prima lettura e almeno un migliaio di volumi dopo, penso ancora che lì dentro ci sia tutto quello che serve a far grande un romanzo.
Solo una volta ho pianto per l’emozione di stringere una mano a una persona. Era Steve McCurry.
Ho tre conigli tatuati. Ciascuno di loro ha contribuito a farmi diventare chi sono.
Nella mia testa scrivo perennemente e, se non scrivo, fotografo.
Amo i papaveri, i narcisi, i bombi (insettoni) e il mare (anche se non so nuotare).
I libri sono uno dei miei cibi preferiti. Due scrittori che amo pazzamente: Joe R. Lansdale e Tiffany McDaniel.
L’ultima serie che mi ha fatto piangere a dirotto è stata Life on Mars. Se penso a quei cieli stellati piango ancora.
A 20 anni sono diventata vegetariana. Sono vegana da più di 10 anni.
Nel mio mondo ideale vorrei adottare e aiutare qualche decina di animali in difficoltà. In quello reale vivo con mio marito, nostra figlia Sofia D. e il nostro cane Skid, detto Biancospino. E no, non è male neanche così.
