La prima volta che ho incontrato Gastone era il 2019, settembre; lo so per certo perché era anche la prima volta che entravo a Scodinzolandia.

Fiero nell’aspetto, con una postura, dimensioni e anche un mix di colori che incutevano un po’ di soggezione, mi ha studiata da lontano mentre scattavo le prime (la primissima è qui sotto) di migliaia di foto che avrei fatto negli anni su quei prati, molte anche a lui.

La prima foto che ho fatto a Gastone: il 7 settembre 2019.

Quel pomeriggio ho capito alcune cose: che il canile di Saluggia è un posto speciale; che lì i cani – la loro unicità, le loro relazioni, quello che comunicano – sono sempre al primo posto; che ci sono alcuni ospiti sempre amati, ma di passaggio, e alcune colonne, e Gastone è una di queste.

Qualche settimana fa, mentre realizzavamo le foto per il calendario 2025, Vanna mi ha chiesto qualche scatto insieme al suo Gas. Quando le ho viste sul monitor ho pensato che fosse giusto condividerle sul blog di Progetto gOldies, perché raccontano tanto – una storia, che io per prima ho conosciuto poco prima di voi grazie a Diana e che leggerete tra qualche riga, e molto di più.

Gastone – come il suo amico Hansel – non cerca una casa, perché una casa ce l’ha già, e nessuno storca il naso: certi canili, questo lo è, casa, più di altre “normali”. Una famiglia, anche, di simili e di umani.

Le porte del canile mangiano vite e storie solo per chi si ferma davanti a loro; ma se le apri, trovi tesori – o, ancora meglio, puoi contribuire a crearli.

La storia di Gastone raccontata da Diana

Gastone è un vecchio cagnone: fra un paio di mesi compie 14 anni, o forse li ha già fatti. Quando ce l’hanno portato aveva almeno 7, 8 mesi; di quello siamo abbastanza sicuri. Della sua storia… chissà: la versione ufficiale è che è stato trovato per strada da un ragazzo di passaggio, che dice di averlo bloccato e portato in canile; ma abbiamo sempre faticato a crederci, perché Gastone era già grosso e, ai tempi, impossibile da fermare. Non si sarebbe fatto toccare, figuriamoci accalappiare, da nessuno, mai da una persona sola; tanto che, sceso dall’auto, ci abbiamo messo ore a metterlo in un box.

Il sospetto è che fosse fatto arrivare dal Sud e consegnato con uno stratagemma… un modo di operare che non condividiamo e che, tra le altre cose, mette in crisi chi riceve il cane: quando è arrivato Gastone il canile era stracolmo e per molto tempo ha vissuto in box piccolo, perché non avevamo altro da offrirgli; e visto che aveva paura di tutto, è rimasto lì per moltissimo tempo.

Ma intanto, se nato nelle strade nel Sud o abbandonato al Nord, cambiava poco: quando ce l’hanno portato era un randagino bisognoso di una casa.

Non è stato facile, all’inizio. Al suo arrivo era un cane molto spaventato, non socializzato, fobico. Ci è andato moltissimo tempo per fagli fare anche le cose più semplici; mesi anche solo per uscire e rientrare nel box. Però era, ed è sempre stato, un buono; si lasciava fare tutto. Per farlo uscire dovevamo prenderlo in braccio; lo portavo fuori e, una volta nel prato, non aveva vita sociale, si metteva in un cantuccio e restava lì fino a quando lo riprendevamo per riportarlo nel box.

Ma poi ha incontrato Luna Pelù. Una tigratona come lui, incrocio cane corso, che prima viveva qui con un rottweiler molto vecchio: quando il suo compagno è morto abbiamo cominciato a metterla insieme a Gastone e siccome lei era molto socievole, molto aperta, gli ha mostrato come ci si comportava con gli esseri umani.
Gastone ha visto come si comportava con noi, ha studiato e ha copiato, ha proprio copiato: ha cominciato ad avvicinarsi, ad avere un altro atteggiamento.

A un certo punto, addirittura, una famiglia li avrebbe presi: adozione per loro solo in coppia, perché Gastone con lei si faceva forza, Luna era la sua roccia… Senonché in quel periodo avevamo altri 2 cani grandi, madre e figlio, con una storia molto brutta (vivevano sequestrati in una cantina di giorno e di notte presi, semi-sedati e portati a fare accattonaggio), che facevano ancora più pena, anche perché la mamma era più anziana… Quella bella famiglia voleva salvare una coppia che avesse proprio bisogno e alla fine hanno scelto loro.

Una storia iniziata male e finita bene; ma anche quella di Gastone era fiorita. Libero in collina con la sua Luna, a scoprire, a scoprirsi, a vivere.

Gas ha vissuto tanto con Luna, poi lei si è ammalata e 5 anni fa se n’è andata, tumore alla milza. L’abbiamo fatta operare, l’abbiamo curata, ma non è stato sufficiente. Nel 2019 è stata fatta l’eutanasia.

E così Gastone è di nuovo rimasto solo, ma diverso: sempre buono, ora Luna gli aveva regalato la socievolezza che prima non conosceva e a quel punto abbiamo iniziato a liberarlo con tutti i vecchietti… anche perché il tempo era passato e continua a passare.

Gastone con gli amici

Qualche anno fa ha iniziato a manifestare problemi gravi di infiammazione ai legamenti, osteoarticolari; stiamo facendo cure di ogni tipo, il meglio che possiamo, dorme in luogo caldo, fa vita molto tranquilla, non lo sproniamo a fare niente che non voglia fare ma ha grandi difficoltà di deambulazione e nel frattempo i suoi anni sono diventati quasi 14…

Ora lo coccoliamo tutti, se vuole: fa le sue scelte con gli esseri umani, ad alcuni – pochi – abbaia e da loro non vuole essere avvicinato, ma di norma è molto affettuoso. E poi, certo, ci sono le coccole e l’amore di Vanna.

Gastone per Vanna

Io e Gastone: ci si potrebbe scrivere un libro, dalle emozioni che mi ha donato in tutti questi anni.
Quando ho cominciato ad andare in canile era il 2019. Avevo avuto esperienze con cani, ma 1 o 2 alla volta… in quel posto, con tutti quei cani, sono entrata in punta di piedi, senza sapere che cosa mi aspettava.

Sapevo che c’erano cani problematici, a cui non potevi fare neanche carezza, di cui dovevi sapere conquistare la fiducia prima di avvicinarti; e sono entrata pensando che, come io avevo paura di loro, loro avessero paura di me.

E poi, subito, i miei occhi hanno incontrato quelli di Gastone, Gas, “il mio fidanzato” come lo chiamo io. Ci siamo guardati ed è stato amore, almeno da parte mia: per questo cagnolone brontolone, testone, di tutto e di più. Gli altri volontari mi hanno detto: “Guarda che è asociale, non vuole venirti vicino, non vuole le coccole”… invece si è avvicinato, l’ho accarezzato e gli ho dato il primo di una lunga serie di bacini, anche se in tutti questi anni non ne ha mai ricambiato neanche uno. Purtroppo da piccolo non ha avuto nessuno, una mamma pelosetta o una mamma umana, che gli insegnasse a dare coccole o a riceverle; infatti borbotta un po’, ma io lo stropiccio lo stesso.

Gastone è testone, vuole fare tutto a modo suo. Quando stava ancora bene lo portavo in passeggiata e, se decideva che era arrivato il momento di sedersi, si sedeva e non si muoveva più. Mi ricordo che un pomeriggio sono stata la bellezza di tre quarti d’ora con lui piantato in mezzo all’erba nel bosco; e solo quando si è deciso che aveva voglia di tornare indietro siamo tornati indietro.

Quando se ne sta sotto la pioggia, o sotto il sole d’estate, lo chiamo: “Gastone, levati di lì! Muoviti!”. E lui prima mi guarda, poi si leva, va dove deve andare – al riparo se piove o all’ombra se c’è il sole; e fa tutto questo borbottando. Ebbene sì, mi borbotta e mi guarda muovendo tutta la bocca, blblblbl.

Non ho potuto portarmelo in casa anche perché, dopo tutta la vita passata in canile, con i suoi ritmi, i suoi spazi, i suoi amici, chissà se gli avrebbe fatto piacere essere di nuovo sradicato da casa sua; allora l’ho adottato a distanza e vado da lui tutte le volte che posso.

Quando Gastone capisce che il mio turno è finito, sia di mattina o di pomeriggio, aspetta che gli porti il premietto: aspetta proprio, sta lì con gli occhi aperti, non dorme e mi guarda. Allora io gli do il biscotto, un bacio, una carezza e gli dico: “Ciao Gas! Fai le ninne che ci vediamo domani“. E mi commuovo anche a dirlo, perché lui mi capisce, mi ascolta, mi risponde con il suo borbottio, chiude gli occhi e dorme.

Sarà molto dura, un domani, separarmi da Gastone, il più tardi possibile, perché è un pezzo di me: borbottona, asociale, ma con il cuore grande. Come il suo.

Postilla

Alle parole di Vanna voglio solo aggiungere due cose.

La prima, che so perché sono sua amica: lei non l’ha detto, ma da anni, da quando sono iniziati i problemi di Gastone, ha smesso di viaggiare o anche solo di allontanarsi da Saluggia, perché non si perdonerebbe mai di non essere con lui quando, tra mille anni o anche più in là, sarà tempo di augurargli i migliori sogni per l’ultima ninna.

La seconda, che ho notato ascoltando la storia raccontata da Diana: Gastone ha perso la sua Luna nel 2019; poco dopo ha trovato Vanna. Da dove arrivino i fili estranei che a un tratto si sono incontrati, chiunque abbia tessuto, non posso fare a meno di pensare a quanto sia calda, avvolgente e sicura quella coperta che ovunque lo accompagna e gli ricorda in ogni momento che non è solo; che è amato.

(C’è una terza cosa che mi è venuta in mente adesso, rileggendo le parole di Vanna e riguardando le foto dove Gastone volge lo sguardo verso di lei, fuori dall’inquadratura: non ha mai ricambiato un bacino, ma in quegli occhi ci sono costellazioni di dichiarazioni d’amore).

2 risposte a “21 Gastone”

  1. Avatar happilycheesecakea173980612
    happilycheesecakea173980612

    Bella! Bellissima storia.Serve un libro per questo progetto.E se verrai in Salento sarebbe bello che tu raccontassi anche la storia della mia Timy….. un cane meraviglioso Jlenia Carla VolpedoAnimalistanata di jlenia volpedoConduttore IAA – Operatore socio sanitario  73048 NARDO’ (Lecce) 3287757508       animalistanata@libero.it     Volpedojlenia@pec.it    Utilizzo biglietti da visita digitali Kipin per ridurre lo spreco di carta. Pensa all’ambiente prima di stampare questo messaggio.

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    1. Avatar Rachele T.

      Grazie sempre, Jlenia! Non sei la prima persona a proporre un libro e sarebbe bello… come bellissimo sarebbe venire a conoscere e raccontare Timy! Chissà 🙂 Intanto, grazie ancora e un abbraccio

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